LA FILANDA

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Via Dei Canonici Renani, 8-10
Casalecchio di Reno

Sorse intorno al 1130 a Casalecchio la Canonica di Santa Maria di Reno, tenuta dai Canonici renani. Questa istituzione avrà un ruolo rilevante nel territorio casalecchiese e negli sviluppi storici
del paese. Furono i Canonici renani a scavare il primo tracciato del canale di Reno e dotarlo di una semplice chiusa: il canale venne poi ampliato e prolungato nel prosieguo dei tempi e la chiusa assunse l’imponente aspetto di oggi. Nel corso dei secoli, lungo il canale, vennero realizzati punti intermedi di regolazione del flusso delle acque che sono tuttora in uso: una di queste è rappresentato proprio dalla cosiddetta Filanda in località Croce. In quel punto esisteva un passo (detto oggi Passo della Canonica), o meglio un guado usato per attraversare il fiume quando ancora il ponte non esisteva.

Il primo mulino della Canonica fu completato nel primo semestre del 1307. Fu poi venduto per quattromila ducato d’oro ai Cospi, antica famiglia senatoria bolognese che ebbe in proprietà
una villa, oggi conosciuta come Villa Ghidini. Più volte rifatto e ingrandito, il mulino macinava in origine semi oleosi, poi, dopo molto tempo, si modificò in mulino da grano.

Nel 1842 un gruppo di imprenditori bolognesi installò alla Canonica un grande canapificio moderno, uno dei primi in Italia per dimensioni, macchinari e disponibilità finanziarie. Lo
stabilimento, alto quattro piani, utilizzava unicamente l’energia idraulica fornita dal canale ed era specializzato nella fabbricazione di spaghi, “cordette” e fili da calzolai.

Il canapificio della Canonica fu acquistato nel 1906 dal Linificio e dal Canapificio nazionale che integrò l’energia idraulica con quella a vapore. Al massimo della produzione lo stabilimento
impegnò settecento persone. Dopo un periodo di espansione negli anni Venti del secolo scorsi, nel decennio successivo iniziò una crisi che lo portò alla chiusura. Durante la Seconda Guerra
Mondiale venne bombardato, ma fu ricostruito subito dopo e rimase in piena attività sino alla metà degli anni Ottanta, mantenendo il suo storico nome. Dopo la dismissione del mulino della Canonica la Filanda fu abbandonata. Il mulino venne demolito dopo pochi anni e alcuni edifici annessi rimasero per qualche tempo per consentire l’alloggiamento in altro sito della persone che ancora vi abitavano.

Recentemente è entrata in funzione una turbina, o meglio una ruota idraulica, alla Filanda alla Croce di Casalecchio, che fornirà energia pulita ad un costo estremamente contenuto.

Si tratta di una grande pala in acciaio mossa dall’energia idraulica e collegata ad una moderna turbina collocata nell’alloggiamento della vecchia turbina che dava energia al mulino della Filanda. In questo conteso la ruota idraulica del vecchio mulino verrebbe “ricostruita” ex novo. Oltre all’aspetto architettonico – urbanistico, questa operazione si prefigge due scopi: la produzione di energia alternativa da usarsi a livello locale e la funzione didattico –
dimostrativa, per illustrare concretamente, soprattutto a beneficio delle scuole, come si può produrre energia dall’acqua.

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