4 - Palazzo Bottiglia di Savoulx

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Via Roma, 6
Cavour

L’Architetto Amedeo Grossi, “cittadino peneroliese”, nel 1800, nella sua “corografia della città e provincia di Pinerolo”, scrive che: “fra le palazzine che adornano Cavour, vi è quella del Conte Bottiglia di Savoulx, situata allato della pubblica Piazza….”.

Dei Bottiglia di Savoulx (famiglia di origine provenzale) si trovano tracce a Cavour già all’inizio del 1600.
Fra i personaggi più illustri ricordiamo:
- Giuseppe Ignazio (1688-1757) 1° titolo di Conte di Savoulx nel 1756, Sindaco di Cavour nel 1717-1718-1729, rettore dell’allora Confraternita del SS. Nome di Gesù. Al Conte, così come a molte famiglie nobili e devote al servizio religioso, era riservato con “privilegio di assegnazione” uno dei banchi nelle prime file della navata centrale della Chiesa Parrocchiale.
- Giambattista, nato a Cavour nel 1717 Monsignore, grazie al quale verranno traslate a Cavour, nel 1779, le preziose reliquie di S. Vittoria Martire, conservate nella Chiesa dei SS. Nomi di Gesù e di Maria.
- Luigi Antonio (1752-1836), già Presidente della Zecca Pontificia, Governatore di Todi nel 1791, eletto in seguito Arcivescovo di Pirgi e assistente al soglio Pontificio. Fra le altre cose divenne poi decano dei Chierici di Camera e fu creato Cardinale dell’Ordine dei Preti con titolo della Chiesa di San Silvestro in “Capite”, chiesa in cui fu sepolto dopo la sua morte avvenuta a Roma nel 1836. Nel 1820 aveva scritto la vita della venerabile Maria Clotilde di Savoia Regina di Sardegna. Nel 1833, grazie al suo interessamento, furono traslate anche a Cavour le reliquie di S. Valentino, conservate nella Parrocchiale di S. Lorenzo.
- Lorenzo (1750-1816), 3° Conte di Savoulx, Membro del Collegio Elettorale del Circondario di Pinerolo nel 1812, Sindaco di Cavour nel 1794 e nel 1814.
- Giuseppe (1754-1866), 4° Conte di Savoulx, avvocato e Sindaco di Cavour dal 1824 al 1825, azionista dell’Asilo Infantile nel 1848 a Direttore dell’Ospedale nel 1824.
L’edificio, denominato nel ‘900 Palazzo Chiarotti dal nome del nuovo proprietario, è così descritto nella tesi di P. Michialino e U. Perassi (Anno Accademico ‘90/’91):
“Edificio a destinazione residenziale di carattere signorile, anteriore al 1750. Lotto d’angolo quadrato, con sviluppo dell’edificio ad elle sui due fronti stradali. Struttura in muratura portante, a tre piani fuori terra, con sottotetto di notevole altezza. Orizzontamenti a diverse altezze in putrelle e laterizi, in legno ed in muratura a volta. Distribuzione verticale con due corpi scala principali; due scale interne a singole unità abitative e due scale esterne….copertura ad ampie falde in lose con travatura portante ed orditura in legno. Balconi in pietra. Aperture di varia forma e serramenti di vario tipo conseguenti sia all’integrazione dell’unità elementare originaria nel successivo edificio di grande mole, sia agli interventi scoordinati e disarmonici condotti su piccole parti dell’edificio.”
Attualmente, l’edificio si presenta completamente rinnovato e ristrutturato. E’ stato definito come “un esempio di attento recupero” in quanto “…il loggiato dell’ultimo piano dà respiro all’opera che in originale si presentava come eccessivamente massiccia” .

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